Aspettando le vostre classifiche, vi proponiamo quella dei 5 migliori b-movie della storia del cinema.
Se pensate di non conscerne abbastanza, andate su filmbrutti.com, fate passare in rassegna le recnsioni, cercateli e guardateli. Tra l’altro a Milano, in zona Porta Venezia, c’è un negozio specializzato in b-movies che si chiama Bloodbuster. Quindi non avete scuse.
Al quinto posto troviamo Grindhouse, la versione completa americana che comprende sia Grindhouse di Tarantino sia Planet Terror di Rodriguez sia i finti trailer tra i due film. Grindhouse è un po’ il sogno di tutti i registi di b-movie: un film cazzone fatto con tanti soldi. A chi non è piaciuto è solo perchè non sa cosa sia un b-movie e non ne capisce la filosofia e l’estetica grezza che ci sta alle spalle. E forse non ha ancora capito nemmeno Tarantino.
Al quarto posto Jesus Christ Vampire Hunter. Probabilmente è così brutto e tamarro che non ho potuto resistere dall’inserirlo. C’è tutto quello che potreste chiedere a un b-movie: vampiri che uccidono lesbiche perchè il loro sangue permette loro di stare alla luce del sole, wrestler messicani mascherati, effetti splatter imporbabili, scene ripetute per risparmiare, un prete con la cresta punk e Gesù Cristo in persona che rasato quasi a zero uccide a colpi di kung-fu i vampiri.
Al terzo posto Toxic Avenger, classico pilastro della Troma, casa produttrice di b-movies americana. Toxic Avenger è un imporbabile supereroe, precedentemente conosciuto come il ragazzo sfigato delle pulizie Melvin Junko, che caduto in un barile di rifuti tossici diventa un essere alto 2 metri e fortissimo che sconfigge criminali ancora più improbabili di lui (come ad esempio la Banda dei Pannoloni, e il nome dice già tutto) a Tromaville. Suoi comprimari personaggi come il sergente Kabuki, altro supereroe fifone che teoricamente è un poliziotto vestito da attore di kabuki giapponese in mutande col mantello e altri personaggioni di questo calibro. La cosa interessante è che dietro al gusto molto poco politically correct e alla demenzialità, c’è una specie di critica sociale alla fine dei film di Toxic Avenger.
Al secondo posto Ninja Thunderbolt, capolavoro di demenza involontaria del regista Godfery Ho, prodotto da Joseph Lai e interpretato dal solito Richard Harrison. Non preoccupatevi delal trama, perchè i film di Ho hanno la peculiarità di avere due trame completamente separate che non si intersecano mai e che non capite cosa ci facciano nello stesso film. Una è sempre interpretate da attori asiatici che si muovono in un modo pseudo-occidentale e la seconda parla di ninja occidentali vestiti in maniera imporponibile, con tanto di fascia con scritto a chiare lettere ninja, nel caso guardandosi allo specchio i personaggi non si ricordassero caosa stessero facendo.
Chicca del film è il robot assassino alto 10 cm, di quelli a batterie che compri il sabato alla bancarella del mercato.
E al primo posto Grosso Guaio a Chinatown, titolo originale Big Trouble in Little China. Carpenter dà il meglio di sè, precendendo un po’ tarantino e rendendo chiaramente ridicolo un film che dovrebbe essere a metà tra il mistico-quasi-horror e il film di arti marziali. Ottima anche la scelta del protagonista, che molto poco casualmente è anche il protagonista di Grindhouse: Kurt Russel. Tra l’altro in Grindhouse, appesa alla parete del locale dove Kurt Russel compare la prima volta, c’è la maglietta che il suo personaggio indossava in Grosso Guaio.
A questo punto vi lascio con una citazione di Grosso Guaio. Voi andate a vedervelo.
Wang Chi : L’uomo vero ama sentire la natura sulla pelle.
Jack Burton : …e l’uomo saggio ama usare l’ombrello quando piove.
in effetti grosso guaio a china town è notevole